febbraio 17, 2017

Bimba di 7 anni scrive a Google per un lavoro: La risponde il CEO in persona

Caro capo di Google mi chiamo Chloe e quando sarò grande mi piacerebbe lavorare nella vostra azienda: è l'inizio di una lettera di una bimba di 7 anni che cercava un lavoro su Google La lettera è indirizzata direttamente al CEO di Google Sundar Pichai, uno dei manager più importanti del mondo. La bambina ha affermato che il padre, le ha detto se continuerà un giorno potrebbe lavorare per Google, ma il suo sogno oltre a far parte del mondo della tecnologia è quello di nuotare alle Olimpiadi.


La risposta di Sundar Pichai è stata in puro stile Google, dove all'interno della loro azienda vige ancora la meritocrazia: Cara Chloe grazie per la tua lettera. Mi fa piacere che ti piacciono i computer e i robot, mi auguro che continuerai ad imparare argomenti che riguardano la tecnologia. Sono certo che se lavorerai sodo potrai raggiungere qualunque traguardo - da lavorare a Google a nuotare alle Olimpiadi. Aspetto di ricevere la tua candidatura quando finirai la scuola.

Auguro il meglio a te e alla tua famiglia
Sundar Pichai.

Pensate se una bambina italiana avrebbe scritto a un ente locale, la lettera probabilmente sarebbe stata tagliata, forse neanche aperta. Da queste piccole cose si vede la grandezza di un'azienda.😅

dicembre 10, 2016

Parroco non vuole presepe per rispetto islamici

Un parroco nel nord Italia ha rinunciato a preparare il presepe per rispetto di islamici e induisti. Come ogni anno, la rappresentazione della nascita di Cristo veniva allestita presso il cimitero di Cremona. Il rifiuto del cappellano don Sante Braggiè ha suscitato molte polemiche. Il suo 'no' nasce dal rispetto verso altre religioni e dalla volontà di non entrare in dinamiche politiche.

Lo scrupolo di don Sante è quello di non turbare la suscettibilità dei fedeli islamici e degli induisti, i quali rappresentano le due comunità religiose più numerose in provincia di Cremona. Ad ogni modo, il presepe si farà lo stesso, la natività di Cristo verrà allestita da alcuni volontari, che hanno risposto all'invito dell'ex assessore ai servizi cimiteriali, il leghista Claudio Demicheli. Il segretario cittadino della Lega Nord, Pietro Burgazzi ha voluto ricordare di sperare che la scelta di non fare il presepe non sia di natura ideologica, ma la motivazione sembra proprio quella. Per ora l'amministrazione comunale non è voluta entrare nel merito e fornire delle spiegazioni plausibili. 

Decisone inacettabile

Sulla questione è intervenuto anche l'assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini, la quale si augura che  don Braggiè ci ripensi e che si scusi con la comunità, perché il motivo non può essere la mancanza di rispetto che il presepe comporterebbe verso i fedeli di altre religioni e gli atei. Il rifiuto arriva da un rappresentante della Chiesa, perciò ancor più grave. L'assessore ha chiesto a don Braggié di riflettere una volta di più sull'offesa che egli stesso ha invece rivolto con il suo atteggiamento al presepe e a tutta la comunità cristiana cremonese e non solo. In definitiva come può un ministro di Cristo solo pensare che la Natività e il presepe possa dare fastidio a qualcuno?  È bene ricordare, che il presepe viene allestito in un cimitero cristiano.